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Cosa fare con una gatta in calore

Il calore, nei gatti come nei cani, è il periodo dell’amore, quello cioè in cui gli animali raggiungono l’apice del ciclo riproduttivo al fine di accoppiarsi e riprodursi. Nei gatti questo periodo è diverso rispetto a ciò che avviene con i cani e anche con gli umani: se infatti le femmine di cane hanno dei veri e propri cicli mestruali periodici, per le gatte non si può parlare di ciclo mestruale bensì di ciclo estrale o di vera e propria stagionalità. Il periodo riproduttivo infatti nei gatti dura per tutta la stagione bella, dalla primavera al primo autunno, senza ovulazione (il gatto infatti è una specie a ovulazione indotta, dal maschio) e con cicli di calore che durano dai 3 ai 10 giorni e, dopo qualche giorno di pausa, si ripetono per mesi e mesi.

A che età una gatta ha il primo calore?

Il primo calore, che segnala l’ingresso nella pubertà ovvero nell’età della maturità sessuale e riproduttiva di una gatta, avviene a circa 6 mesi. In alcune razze può essere anticipato anche al quarto mese di vita, in altre ritardare di qualche mese, ma sostanzialmente quella che si pensa essere ancora una cucciola è in realtà già una gatta in grado di riprodursi.

Come riconoscere il calore in una gatta?

Poiché non c’è ovulazione né mestruazione, o perdite ematiche, l’unico modo per riconoscere l’inizio del calore in una gatta è dal suo comportamento. Il cambio di atteggiamento di una gatta che entra nel periodo del calore è infatti repentino e caratterizzato da vocalizzazioni ripetute, intense e ad altissimo volume, da una tendenza, anche in alcune femmine, a marcare il territorio e da una modifica dell’atteggiamento che diventa più giocherellone, con una maggior richiesta di attenzioni, coccole e con l’istinto a fare le fusa più spesso del solito. E se permane qualche dubbio, non c’è che una riprova da fare: provare ad accarezzare la gatta alla fine della schiena. Se la nostra micia si abbassa aprendo le zampe, è il segnale che il calore è davvero cominciato.

Cosa fare con una gatta in calore?

La risposta alla domanda su cosa fare con una gatta in calore dipende essenzialmente dal fatto se vogliamo che si riproduca regalandoci altri micini oppure no. Se vogliamo che la nostra gatta si riproduca non resta che lasciare che la natura faccia il suo corso: il primo calore attirerà un buon numero di gatti maschi che lotteranno tra loro in vere e proprie zuffe notturne per conquistare il diritto all’accoppiamento. Una volta effettuato l’accoppiamento comincerà la gestazione, che dura circa 60 giorni: dopo il parto la gatta allatterà i cuccioli per circa un altro mese al termine del quale la gatta è di nuovo pronta ad affrontare il calore.

Se invece non desideriamo una gravidanza da parte della nostra gatta ci sono due possibili soluzioni. La prima è la cosiddetta sterilizzazione: un intervento ormai considerato di routine, che si può effettuare da qualunque veterinario certificato, non è doloroso e non ha conseguenze sulla vita futura della gatta. Idealmente sarebbe bene procedere con la sterilizzazione all’insorgenza del primo calore ma è sempre il proprio veterinario di fiducia a doversi esprimere circa l’opportunità e il momento migliore per eseguire questo breve intervento chirurgico.

C’è anche chi sceglie una terapia di tipo ormonale somministrando alcuni medicinali che bloccano l’estro. Anche in questo cosa la cosa migliore è rivolgersi al proprio veterinario di fiducia che saprà sicuramente illustrare dettagliatamente le controindicazioni circa questa terapia.