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Cosa fare quando il nostro amico animale ci lascia

Purtroppo è l’aspetto più triste del vivere in compagnia di un animale domestico: cani, gatti, criceti ma anche conigli e uccelli d’appartamento hanno una vita media inferiore a quella degli umani ed è quasi inevitabile che arrivi il giorno in cui ci si chiede cosa fare quando muore il nostro animale domestico.

La legge sullo smaltimento degli animali domestici

Nel suo linguaggio burocratico la legge parla di smaltimento delle carcasse degli animali domestici e, conformemente all’accordo Stato-Regioni del 2004, è responsabilità delle Regioni stabilire delle linee guida applicative del regolamento, che possono cambiare di regione in regione o anche a livello più locale.

In linea generale infatti le spoglie degli animali da compagnia sono “classificate fra i sottoprodotti di origine animale non destinati all’alimentazione (materiale di categoria 1 ovvero sottoprodotto ad elevato rischio), devono essere smaltite mediante incenerimento, presso impianti a bassa capacità e conformi ai requisiti igienici e di funzionamento dell’allegato IV, al fine di prevenire i rischi per la salute umana o animale” (come comunica per esempio l’Asl 1 di Cuneo).

Ciò però non significa necessariamente che quando il nostro amato Pet muore debba fare questa fine: questo servizio è infatti stato dismesso da numerose Asl e, in assenza di una legge unica nazionale, molte regioni autorizzano per gli animali d’affezione sia l’attività di cremazione che la sepoltura, in cimiteri appositi o talvolta anche in terreni privati.

Cosa fare quando muore l’animale di casa

Quando purtroppo ci lascia il nostro Pet, cane, gatto, criceto, coniglio, porcellino d’India o canarino che sia, la prima cosa da fare è contattare la propria Asl e/o il comune di residenza per capire cosa si può fare e cosa invece è vietato dai rispettivi regolamenti.

Cremare il proprio animale

Benché in talune Asl sia ancora attivo l’inceneritore, ultimamente è stato permesso l’avvio da parte di privati dell’attività di cremazione degli animali d’affezione. I costi e le modalità possono ovviamente variare (normalmente si tratta di alcune centinaia di euro) ma questo servizio garantisce che la cremazione sia individuale e che si possano eventualmente portare a casa le ceneri del proprio Pet.

Seppellire il proprio animale

In linea generale non è assolutamente vietato seppellire il proprio animale in un terreno privato. Occorre tuttavia contattare il proprio comune di residenza per capire il regolamento comunale: potrebbe essere necessario verificare che non ci siano falde acquifere o, nel caso di terreno condominiale, ottenere anche il consenso del condominio. Di certo è vietata la sepoltura in terreni pubblici, comunali, statali o di demanio che siano.

In alternativa, proprio come per la cremazione, sono sempre più i comuni italiani che permettono l’apertura di cimiteri per animali d’affezione: si tratta di attività commerciali condotte su terreni privati i cui costi e servizi possono variare da località a località e raggiungere anche alcune migliaia di euro. Alcune amministrazioni comunali, come quella di Sesto San Giovanni in provincia di Milano, forniscono un elenco di contatti a cui rivolgersi.

I documenti necessari per le esequie del proprio animale

Come detto i regolamenti variano a seconda delle Asl, delle regioni e dei comuni, tuttavia è sempre necessario fornire documenti come quello di avvenuto decesso redatto da un veterinario, quello della comunicazione del decesso all’anagrafe canina, talvolta quello per il trasporto dell’animale e l’avvenuta cremazione o sepoltura presso le strutture deputate.