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Cosa serve per fare il pet-sitter in regola

Quella del pet-sitter, ovvero di chi si occupa di animali da compagnia in assenza dei proprietari, è una professione in grande espansione. I motivi sono i più diversi: la crescente richiesta da parte di proprietari che non sempre hanno il tempo necessario per occuparsi dei propri animali; la possibilità di fare un lavoro che permette anche una gestione del proprio tempo; il fatto anche che numerosi amanti degli animali decidano di trasformare una passione e alcune competenze in una forma di reddito.

Ed è proprio circa le competenze richieste a dog-sitter e cat-sitter che può essere utile sapere cosa serve per fare il pet-sitter in regola e cosa dice la legge italiana.

 

Cosa dice la legge circa il lavoro di pet-sitter

La legge circa il lavoro di pet-sitter non dice nulla perché in Italia manca ancora una norma che regolamenti queste figure e questo mercato, stabilendo competenze necessarie e responsabilità eventuali. Tuttavia alcune sentenze stanno cominciando a fissare alcuni paletti circa comportamenti e responsabilità della figura del pet-sitter e del suo rapporto con i proprietari. Per esempio la sentenza 27872/2006 della Corte di Cassazione ha ritenuto responsabile un veterinario che ospitava cani a pensione per non essersi occupato anche della salute psicologica di un cane caduto in stato depressivo: secondo i giudici non basta occuparsi del cibo e della pulizia ma serve anche prendersi cura del suo stato di benessere psicologico e complessivo.

Nel settembre 2016 inoltre è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale un’ordinanza del Ministero della Salute che stabilisce come il dog-sitter sia responsabile del cane che accudisce sia civilmente che penalmente e che, parimenti, i proprietari siano tenuti ad affidare il cane «a persone in grado di gestirlo correttamente».

 

Le competenze richieste a un pet-sitter

È quindi sulle competenze certificate che può essere utile informarsi quando si pensa di rivolgersi a un pet-sitter per il proprio animale o quando si pensa di lavorare come dog-sitter o cat-sitter. Nel caso dei cani può per esempio essere utile sapere se il dog-sitter è in possesso del patentino rilasciato da un corso di educazione cinofila: in questo caso il dog-sitter dovrebbe essere in grado di affrontare situazioni diverse come quelle legate al comportamento dell’animale nei luoghi pubblici o frequentati da altri animali, o quelle legate a situazioni potenzialmente pericolose per l’animale.

 

Pet sitter e pet walker: le differenze

Bisogna infine fare una distinzione tra pet-walker, ovvero chi si occupa di portare a spasso più o meno regolarmente gli animali da compagnia, principalmente i cani, e pet-sitter vero e proprio, ovvero chi se ne occupa fino a quasi sostituire i proprietari e prendendosi carico non solo della passeggiata fuori casa ma anche di nutrirli e accudirli, a domicilio oppure presso la propria struttura privata.