• Spedizione gratuita da 45 €
  • Reso gratuito entro 30 giorni
  • Più di 8.000 articoli
Zwei Frauen gehen mit Hund im Park spazieren

Dogsharing: Cosa conta quando si condivide un cane

Molte persone desiderano molto avere un cane, ma non hanno abbastanza tempo per prendersene cura. Altri hanno già un piccolo tesoro per casa ma temono di non potersi dedicare al 100 per cento alla cura del proprio animale. Il modello di dogsharing rende possibile per i due padroni di vivere con un cane. Una situazione che accontenta proprio tutti!

Loading...

Perché si dovrebbe scegliere il dogsharing?

Molti vorrebbero avere un cane, ma sanno che non potrebbero occuparsene in modo sufficiente per problemi di lavoro o vita privata. Ma ci sono anche situazioni nelle quali chi ha già un cane non può più occuparsi a sufficienza del suo amico a quattro zampe perché, ad esempio, la sua vita è cambiata in modo sostanziale.

 

 

  • Un cambio di lavoro comporta orari diversi e più lunghi.
  • Il lavoro richiede di viaggiare spesso.
  • Mentre nel vecchio posto di lavoro era possibile portare il cane in ufficio, nel nuovo non è consentito.
  • A seguito di incidente, infortunio o con l’avanzare dell’età spesso non è più possibile soddisfare la voglia di movimento del cane.
  • Quando finisce una relazione o il partner muore, improvvisamente ci si trova a dover pensare da soli all’animale condiviso.
Zwei Frauen und ein Hund beim Picknick im Wald

 

 

E naturalmente anche la gestione del proprio tempo libero può comportare alcune sfide: anche i proprietari di cani amano andare via nel weekend oppure fare viaggi più lunghi. Ma non tutti gli hotel o altre forme di alloggio accettano i cani. Altre attività, come ad esempio la visita di una grande città rumorosa, non sono forse il meglio per il cane.

Cos’è davvero il dogsharing?

Una volta che hanno imparato, i cani possono restare da soli per un limitato periodo di tempo. Per periodi più lunghi invece non si dovrebbe lasciare il cane da solo. Questo non si dovrebbe mai pretendere dal nostro amico a quattro zampe. Si sa che i cani sono animali da branco e quindi hanno bisogno di compagnia e di sufficienti contatti per vivere e nessun allevamento consiglierebbe mai di lasciare a lungo il cane da solo.  La soluzione può essere il dogsharing (cane in condivisione in italiano). Il cane ha, oltre al suo padrone originario, anche un padrone sostitutivo che vive in un’altra casa.

 

Questo padrone extra si occupa del cane in periodi concordati. Lo può fare per alcune ore ogni giorno, in giorni fissi durante la settimana oppure occasionalmente quando il padrone principale è in viaggio: esistono molti modelli di dogsharing. Ma la cosa più importante è che il benessere del cane sia sempre al primo posto! Perché la condivisione del cane è per tutti i soggetti coinvolti, cane e padroni, un bel modello di vita.

Frau läuft mit vier Hunden den Strand entlang

Un cane può avere due persone di riferimento?

si può condividere un cane? Così può funzionare. Naturalmente dovreste poi valutare personalmente se il modello è compatibile con il vostro amico a quattro zampe, perché ogni cane reagisce diversamente a questa situazione. È inoltre imporrante che l’animale conosca bene entrambi i padroni. Per questo occorre tempo e pazienza per stabilire la fiducia reciproca e un legame profondo.  Lasciare velocemente il guinzaglio e allontanarsi non è una buona idea. Anche una struttura fissa della giornata da rispettare anche quando cambia il padrone può aiutare a far sentire più sicuro il cane e a vivere il dogsharing senza stress.

Zwei Frauen kuscheln mit Welpe auf Sofa

Come scopro se il dogsharing è la soluzione giusta per il mio cane?

Oggi a passeggio per i campi con il padrone numero 1 e domani seduto in smart working con il padrone numero 2? Non tutti i cani comprendono chiaramente il cambio di padrone. Per scoprire se un animale è adatto al dogsharing consigliamo di provare per un periodo di circa quattro settimane. Entro questo lasso di tempo alcuni cani tollerano la nuova situazione, ma si sentono del tutto a proprio agio.  Solo dopo si scopre se stanno davvero bene con il secondo padrone e non soffrono di ansia da perdita e da separazione e di stress eccessivo. Leggete qui cosa potete fare contro lo stress del vostro cane.

Come trovo il partner perfetto per il dogsharing?

“Pensa bene prima di agire” è un detto adatto non solo alle relazioni umane, ma anche al dogsharing. Nel migliore dei casi avrete a che fare uno con l’altro per tutta la durata della vita del cane e condividerete la responsabilità per un essere vivente. E questo potrebbe durare fino a 15 anni. Le divergenze d’opinione e il forte legame emotivo con il proprio animale possono far nascere anche dei conflitti.

 

La cosa fondamentale è che i due partner del dogsharing si capiscano. Non basta però essere reciprocamente simpatici. Occorre assolutamente chiarire un paio di aspetti fondamentali in anticipo ed essere d’accordo. Se su determinate cose non si è d’accordo al cento percento, allora ci saranno problemi, magari non subito, ma di sicuro nel corso del tempo.

Liste di controllo per il dogsharing: si dovrebbero prima chiarire questi punti.

  • Chi è il padrone principale del cane?
  • Dove vivrà il cane e quanto tempo trascorrerà lì?
  • In quale ambiente vivrà il cane? Quali sono le condizioni in casa?
  • Cosa mangia il cane? Quando e con che frequenza?
  • Quanto è grande la voglia di muoversi del cane? Con che frequenza e per quanto si dovrebbe portarlo fuori a passeggiare?
  • Il cane è sano o ha handicap o problemi comportamentali?
  • Quali regole sono importanti per me nel rapporto con il cane? Ad esempio: Riceve cibo da tavola? Può stare sul divano? Può dormire con me a letto?
  • Come sono formulati determinati comandi?
  • Quali sono le regole per la cura del cane in caso di assenze prolungate di un padrone?
  • Cosa accade se uno dei dogsharer non può più occuparsi del cane o gli accade qualcosa?
  • Chi si fa carico dei costi del veterinario, del cibo, delle tasse e dell’assicurazione?

Il nostro consiglio:
La cosa migliore è definire tutti questi aspetti in forma scritta in una sorta di contratto di dogsharing. In questo modo si eviteranno incomprensioni future.

Come abituo il mio cane al dogsharing?

Come prima cosa si può uscire insieme a passeggio con il cane. Poi ha senso vedere l’ambiente in cui l’animale vive abitualmente, perché il secondo padrone può rendersi conto di cosa è importante per il padrone principale, qual è il suo rapporto con il cane, quali regole quest’ultimo deve seguire e quali sono i comandi e il linguaggio del corpo utilizzati.

 

Solo dopo molti incontri si potrebbe allontanare per la prima volta il cane dal suo padrone principale; inizialmente per poche ore, poi magari per la notte e poi per alcuni giorni. Solo quando un cane ha accettato la persona inizialmente sconosciuta come secondo capobranco avrà la sicurezza necessaria. Può essere d’aiuto frequentare insieme la scuola per cani.

Come trovo un operatore di dogsharing serio?

Alcuni proprietari di cane trovano la padrona/il padrone supplementare per il loro amico peloso nella cerchia delle loro conoscenze; può essere un vicino appena andato in pensione o l’amica innamorata pazza del cane,
ma che a causa del suo lavoro non è sempre disponibile.

 

Chi desidera condividere il suo cane o cerca un cane a cui dare le sue attenzioni può trovare ciò che cerca anche sulle piattaforme di dogsharing in Internet. La più famosa è Dogsharing.de. Ci si può registrare gratuitamente, creare un profilo, avviare una ricerca o leggere le inserzioni, contattare potenziali partner per il dogsharing e concordare un incontro per conoscersi.

 

Hundelieb.com funziona in modo simile e ad oggi conta oltre 60.000 membri provenienti da Germania, Austria e Svizzera (ultimo aggiornamento: giugno 2021). Esiste anche un’app che facilita la comunicazione con altri amici degli animali. Anche questa piattaforma è gratuita per gli utenti.

 

Ma fate attenzione! Se qualcuno chiede dei soldi per l’intermediazione tra partner di dogsharing oppure se un’agenzia offre addirittura la possibilità di tenere dei cani per delle ore dietro pagamento, vi trovate davanti persone non serie. Inoltre, a queste persone non interessa minimamente il benessere del cane, quindi tali metodi non andrebbero sostenuti.

In quali città esiste il dogsharing?

Monaco, Amburgo, Colonia o Berlino: il dogsharing è possibile in tutte le grandi città tedesche. Ma il “cane in condivisone” si è nel frattempo diffuso anche nelle zone rurali. I principali siti di dogsharing offrono una funzione di ricerca che consente di trovare le inserzioni nelle proprie vicinanze inserendo il proprio codice postale.

Ho bisogno di un’assicurazione speciale per il dogsharing?

L’assicurazione di responsabilità civile per il cane può essere sottoscritta solo da una persona e serve quando il cane causa un danno, evitando che il padrone sia ritenuto responsabile delle conseguenze finanziarie come il rimborso dei danni materiali o morali. E indipendentemente dalla persona con cui è fuori, la maggior parte delle assicurazioni comprende anche una copertura per il proprietario non ufficiale. Si consiglia tuttavia di concordare espressamente chi sarà l’assicuratore del modello di dogsharing e di far inserire eventualmente il nome del secondo proprietario.

Leggete anche il nostro articolo sul tema Assicurazione sanitaria per gli animali e scoprite tutto ciò che dovete sapere!

 

Loading...

Panoramica degli altri argomenti

Panoramica degli altri argomenti