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Coniglietti Nani e Furetti

Grazie alla loro socievolezza, domesticità e alle possibilità relazioni che è possibile instaurare con i loro, coniglietti nani e furetti stanno diventando sempre più spesso delle valide alternative a cani e gatti nelle nostre case. Vediamo attraverso una descrizione delle loro caratteristiche e del tipo di rapporto che possiamo instaurare con loro, i motivi di questo successo.

Prima di tutto, è opportuno sottolineare che i furetti e i conigli NON sono Roditori. I conigli, come le lepri, sono dei Lagomorfi, mentre i furetti appartengono alla famiglia dei Mustelidi, quella, per intenderci che comprende donnole, faine ed ermellini. Anzi per dirla tutta il furetto rappresenta la versione addomesticata, inizialmente per scopi venatori, della puzzola.

I Coniglietti Nani

I coniglietti nani propriamente tali, sono rappresentati da un numero limitato di razze geneticamente portatrici del gene del nanismo.
Sono facilmente individuabili rispetto alle razze “normali”, oltre che per le dimensioni anche per il muso schiacciato e le orecchie piuttosto corte che li rende simili a cuccioli anche in età adulta. In altri casi sono rappresentati da varietà selezionate e incrociate per ottenere una dimensione ridotta rispetto alle razze originali, mantenendo l’accattivante fisionomia: ariete, angora, testa di leone, ecc..
Come sottolineato i conigli, insieme alle lepri, appartengono alla famiglia dei Lagomorfi, sicuramente biologicamente ed evolutivamente vicina ai Roditori ma da essa distinta per una serie di particolari anatomici e fisiologici:

  • Presenza di massicce masse muscolari soprattutto a carico degli arti posteriori che li rende piuttosto veloci nella corsa e capaci di spiccare notevoli salti, a fronte di una struttura scheletrica piuttosto debole.
  • Formula dentaria contraddistinta da 4 incisivi superiori che attraverso un tipico procedimento li rende capaci di masticare elementi vegetali piuttosto coriacei. Tale dentatura è soggetta a crescita costante, per tanto, onde evitare fenomeni di crescita abnorme e conseguenti forme di malocclusione e ascessi, devono essere sottoposti a un esercizio masticatorio a carico di vegetali abrasivi (lo è l’erba stessa, tanto più il fieno….) che ne regolarizzino e controllino la crescita.
  • Il loro sistema digestivo, diversamente da quanto avviene negli altri animali, prevede un transito veloce degli elementi fibrosi più grossolani necessari a garantire la motilità intestinale. Da ciò si evince l’importanza dell’apporto di fibra nella dieta del coniglio, poiché un’eventuale carenza potrebbe rallentare il processo digestivo provocando pericolose forme di stasi. Una delle maggiori cause di problemi nel coniglio domestico la cui dieta è spesso rappresentata da cibi troppo raffinati, riducibili a particelle di piccole dimensioni che risultano difficili da espellere.

Alimentazione

E’ evidente che un sistema digestivo, dentatura compresa, così particolare, richiede un’alimentazione mirata e una dieta inappropriata è causa di problemi e patologie piuttosto serie e purtroppo molto diffuse. Ad esempio, un mangime base per roditori, che i conigli apprezzano, non è idoneo alle caratteristiche del loro sistema digestivo, troppo ricchi di carboidrati e grassi. Abbiamo visto l’importanza fondamentale delle fibre per il sistema digestivo del conigli... e quindi FIBRA SIA!

Per tanto il FIENO (fresco e sempre disponibile) dovrebbe rappresentare l’elemento fondamentale della dieta del nostro coniglio.
A questo possiamo aggiungere un mangime pellettato (si riconosce facilmente perché formato semplicemente da cilindretti verdi) composto fondamentalmente da erba pressata, escludendo quelli che dichiarano un maggior contenuto di farine di cereali e peggio di quelle d’origine animale.Quindi ci orienteremo su un pellet con circa un 14% di proteine, scarso in carboidrati e grassi, che favorirebbero l’obesità, ma soprattutto ricco in fibre. Comunque sia ne va fatto un uso morigerato e controllato, soprattutto nell’adulto e in relazione alla quantità di attività.

I VEGETALI FRESCHI rappresentano un altro argomento su cui girano false credenze ed errata informazione. Molti negozianti ne sconsigliano la somministrazione in quanto causa di pericolose diarree. Se così fosse, i parenti selvatici del nostro coniglietto sarebbero morti o affetti da diarrea cronica!!!! L’unico accorgimento è semplicemente quello di introdurli gradualmente nella sua dieta, e che siano ben lavati ed asciugati! Una copiosa quantità di vegetali freschi, praticamente tutti quelli adatti al consumo umano, intenzionalmente diversificati, gli garantiranno così una dieta ricca, salutare e bilanciata. La FRUTTA contiene molti zuccheri e per quanto, ne siano ghiotti, specialmente mela e pera, dovremmo somministrarla con parsimonia, magari facendone uso in termini di bocconcino premio per incoraggiare la relazione con lui.

Come alloggiarli

Ciò che ha garantito al coniglietto nano il successo quale animale da compagnia, sono le sue doti di intelligenza, affettuosità e, soprattutto, la sua spiccata e vivacissima personalità. Di facile accudimento, pulito, non particolarmente esigente (fatte le dovute precisazioni relative all’alimentazione) si rivela un’ospite perfetto per le nostre abitazioni, anche cittadine e saprà conquistarci e sorprenderci! Affinché questo possa accadere, dandogli modo di esprimere quelle qualità che potrebbero renderlo un PET ideale sotto più punti di vista, è impensabile RELEGARLO IN MANIERA STABILE in una gabbia!

Questo lo priverebbe della possibilità di interagire con noi, penalizzandolo nella possibilità di esprimere la sua personalità e la sua allegria, negandogli la sua natura di animale socievole e gregario, con conseguenze quali disturbi somatici e comportamentali.

La condizione di libertà in casa è assolutamente praticabile, ma richiede un’attenzione e una disponibilità ambientale particolare: la gabbia dovrà essere intesa come la “tana”, il rifugio dove mangiare e riposare tranquillo, ma da cui dovrà poter, anche, liberamente uscire. Pertanto, dovremo garantire al nostro amico almeno 4 ore di “libera uscita” (i conigli sono più attivi la mattina e la sera ...) che rappresenteranno altresì il momento per interagire e socializzare con lui, presupposto per stabilire un legame veramente profondo e di reciproca soddisfazione.

La libera uscita

Dopo un breve ma tranquillo periodo di ambientamento con persone, animali, suoni e odori, si comincerà con le libere uscite esploratorie aprendo la gabbia e delegandone a lui l’iniziativa e la gestione graduale, limitandoci a monitorare la situazione e lasciando che sia lui a stabilire i primi contatti senza sottoporlo a eccessivi stress emozionali (altro argomento nei cui confronti i coniglietti sono particolarmente sensibili…).

Sarà opportuno organizzare lo spazio che destineremo alle “scorribande” del nostro coniglietto prendendo semplicemente qualche precauzione in maniera da renderlo “sicuro”. Due abitudini che il nostro Pet ha ereditato dal suo antenato selvatico sono il RODERE e lo SCAVARE che corrispondono a esigenze etologiche e fisiologiche e che dovremo considerare. Proponendogli sfoghi alternativi verso cui orientare il suo istinto a rosicchiare: un cesto contenente del fieno, un ramo di legno non tossico.
Garantendogli stimoli di attivazione psico-fisica (amano giocare spingendo e lanciando palline, tunnel, tubi di plastica rigida e altri giochi solitamente destinati a gatti e cani potranno divertirlo e impegnarlo) avremo fatto un’azione preventiva teoricamente premiante e funzionale.

Attenzione, quindi, a rendere inaccessibili fili elettrici, telefonici e del computer, così come contenitori di sostanze pericolose (detersivi, farmaci, pacchetti di sigarette….). Anche tappeti, tende, vasi e fioriere potrebbero rappresentare una tentazione pericolosa….meglio tenerli fuori dalla sua portata!

Come maneggiarli

Particolare attenzione, in considerazione della citata fragilità scheletrica, dovrà essere osservata quando lo si maneggia:
mai afferrarlo per le orecchie!
Dovremo sollevarlo da sotto il torace afferrando con una mano gli arti anteriori. con una presa ferma, ma delicata, in grado di infondere sicurezza e tranquillità. L’altra mano sosterrà, bloccandoli, quelli posteriori. Una volta distribuito il peso dell’animale, sarà utile avvicinarlo al nostro torace, magari facendogli nascondere la testa sotto il nostro braccio.

E’ importante riuscire a mantenere una presa sicura a carico degli arti onde evitare scatti improvvisi e procedere cercando di mantenere il nostro amico calmo. In caso dia segnali di spavento, meglio rinunciare momentaneamente dandogli la possibilità di calmarsi, magari parlandogli e accarezzandolo in maniera rilassata e suadente.

Cassetta igienica

L’abitudine all’uso della cassetta igienica inizia nella gabbia, dove avremo cura di predisporne una nell’angolo generalmente individuabile come quello “prescelto” (la gabbia, anche per questo, dovrà essere sufficientemente ampia per accoglierla senza creare confusioni con la “zona notte”) e che riproporremo nello spazio esterno, inizialmente, magari, circoscritto.

In conseguenza di un sistema digestivo molto particolare non potremo aspettarci dal coniglio la stessa affidabilità del gatto, ma le palline di feci secche che emette con una frequenza molto alta sono inodori e non sporchevoli. Viceversa, potrebbe essere fastidioso il comportamento del maschio maturo sessualmente che manifesta il suo istinto territoriale marcando con schizzi di urina.
Anche per questo, la sterilizzazione potrebbe essere consigliabile, divenendo doverosa nel caso si decida in maniera intelligente ma coscienziosa per la coppia.

Per quanto riguarda l’igiene e la manutenzione della gabbia, è consigliabile utilizzare come lettiera un pellet di legno o truciolato, magari rivestito da uno strato di paglia (evitando tutto ciò che possa rivelarsi tossico, privo del pericolo di procurare costipazione se ingerito ed esente da polveri). Da evitare le sabbiette per gatti!!! La lettiera dovrà essere sottoposta ad una quotidiana pulizia e a regolari totali cambiamenti.

Approvigionamento idrico

Per l’approvvigionamento idrico è consigliabile l’utilizzo degli specifici abbeveratoi a goccia. Ciotole in ceramica sono ideali per la somministrazione del cibo, mentre il fieno fresco dovrà essere dispensato mediante una greppia fissata a una parete della gabbia per limitarne lo spreco.

In relazione alle abitudini del suo antenato selvatico, il nostro coniglietto apprezzerà la presenza di una tana riparata che potrà essere rappresentata da una cassetta in legno.

Rapporti con altri animali

La libera convivenza con altri eventuali pelosi di casa (gatti e cani) è sulla carta possibile, ma il rapporto dovrà svilupparsi in maniera graduale e controllata iniziando la reciproca conoscenza e abitudine con il coniglio al sicuro all’interno della gabbia.
Nel caso del gatto generalmente il rapporto si può risolvere in una reciproca indifferenza, ma spesso in un qualcosa d’intrigante,molto coinvolgente e godibile per entrambe. Attenzione all’eccesso di giocosità di certi gattini: diamo al nostro coniglietto la possibilità di un riparo protetto dall’esuberanza di Miao.

Con il cane il discorso richiede maggiore attenzione, prudenza, gradualità e monitoraggio e non sempre è possibile.
Molto dipende dal temperamento, dall’indole del cane e dal suo livello di obbedienza.

Salute e aspetti veterinari

Una dieta corretta e adeguata, rappresenta la condizione per prevenire le patologie più diffuse e lamentate dai proprietari di coniglietti nani. Ciò non di meno, sarà necessario individuare un Veterinario di riferimento specializzato cui sottoporre il vostro amico ad una visita iniziale per verificane lo stato di salute e l’eventuale presenza di parassiti intestinali ed esterni e con cui stabilire un programma di controlli periodici. Con lui dovrete confrontarvi circa l’opportunità della sterilizzazione, consigliata soprattutto nel caso del maschio, tanto più se tenuto in coppia. Inoltre i conigli sono soggetti a 2 infezioni virali quasi sempre letali (la Mixomatosi e la Malattia emorragica virale) per cui è necessaria una regolare vaccinazione periodica.

Da parte nostra oltre ad alimentazione e regolare quantità di moto, dovremmo provvedere all’igiene della gabbia e a quella del nostro amico. In particolare dovremo prestare attenzione alla consistenza delle feci che dovranno essere di forma sferica, ben formate e compatte. Solitamente i coniglietti provvedono da soli in maniera egregia a mantenersi il pelo pulito. La spazzolatura è veramente richiesta solo nel caso di varietà a pelo lungo, ma potrà rivelarsi comunque utile anche per individuare la presenza di eventuali parassiti. E’ consigliabile verificare l’assenza di eccesso di cerume nelle orecchie: in caso contrario procederemo alla loro pulizia con gli stessi prodotti in uso per cane e gatto aiutandoci con della garza o del cotone.

 

Michele Raffaelli

Dottore in Scienze del Comportamento Animale.
Educatore Cinofilo e Consulente Comportamentale.
Responsabile Education PetPRO

www.petpro.it

 

Avvertenza: I contenuti della presente sezione costituiscono indicazioni di massima a scopo informativo e NON sostituiscono la visita veterinaria o il rapporto diretto con un medico veterinario. Pertanto le informazioni fornite non devono essere considerate come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi o la determinazione di un trattamento. Maxi Zoo invita tutti gli utenti a rivolgersi in ogni caso al proprio veterinario di fiducia.