In molti pensano che i felini siano animali talmente indipendenti che non possono essere educati. E invece non è proprio così, anzi. Certo non si può pensare – nella normalità dei casi – di avere un gatto che si comporta come un cane ascoltando e ubbidendo al proprietario. Ma con un po’ di pazienza e alcuni pratici consigli si può arrivare comunque a educare il gatto affinché non corra pericoli o non abbia comportamenti spiacevoli come mordere o sporcare in giro per casa.

Consigli per educare il gatto

Vediamo allora i 4 consigli utili per educare il proprio gatto fin dai suoi primi giorni di vita insieme a noi in casa.

Dedicare tempo e attenzioni al gatto

Pensando che il gatto sia un animale molto indipendente, ci si dimentica spesso di dedicarli tempo e attenzioni. E invece proprio all’inizio della sua convivenza in casa con la sua nuova famiglia, un gattino ha bisogno di abituarsi alla presenza delle persone (e di altri eventuali animali) passando del tempo con loro. E uno dei modi migliori per instaurare una relazione con un gatto è quello di giocare con lui, soprattutto se vive solo in casa e non ha modo di abituarsi a stare in parte all’aperto. Un gatto annoiato infatti tenderà a essere dispettoso, per esempio graffiando i mobili, mentre se ha modo di distrarsi e giocare troverà rassicurante sia la nostra presenza che il nuovo ambiente.

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Capire da subito i segnali che manda

I gatti possono essere molto espliciti nel tipo di segnali che ci mandano, ed è importante saperli interpretare da subito. Per esempio un gatto che smette di sporcare nella lettiera ha sicuramente un problema: potrebbe essere la sabbia sporca, o la cassetta di dimensioni inadeguate, ma anche la presenza di altri animali; così anche un gatto che non ci lascia usare il computer e ci si sdraia sopra ci sta lanciando un segnale. L’importante è non ignorare questi messaggi e cercare di capire prontamente cosa ci vuole dire.

Tenere comportamenti lineari

Il non tenere comportamenti lineari è un errore che chi ha già avuto animali da compagnia difficilmente commette e che invece è abbastanza diffuso tra chi per la prima volta adotta un animale. Per esempio: fare scherzi come chiamare il gatto per le coccole e poi farlo spaventare è il modo più veloce per distruggere ogni forma di fiducia dell’animale nei nostri confronti; anche i giochi troppo “maneschi” (come quelli che potrebbero fare inavvertitamente i bambini piccoli) sono mal tollerati dai gatti; così come permettere loro di – per esempio – salire sul letto in determinati momenti e poi allontanarli in altri. Comportamenti lineari e costanti sono il viatico per costruire una relazione con gli animali, anche con il gatto, ed educarli alla nostra presenza e alle regole di casa.

Non punirlo

Gli animali non capiscono le punizioni, che quindi risultano del tutto controproducenti. Per il gatto – ma anche il cane – sporcare sul tappeto non è “sbagliato”; lo è per noi, che poi dobbiamo pulire. Quindi sgridare (o peggio) l’animale perché ha sporcato dove secondo noi non avrebbe dovuto serve solo a fargli perdere fiducia in noi. Basta un no, secco e deciso ma non isterico o strillato, come segnale ricorrente per segnalare cosa non va bene. E ovviamente occorre cercare di capire il motivo di quei comportamenti che a noi non vanno bene, come sporcare in casa o graffiare i mobili.

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